La trovata di una vignaiola laureata in economia per dormire a contatto con la natura sulle colline di Vittorio Veneto

Botti dove poter dormire immersi nella pace del vigneto. Si trovano tra le colline di Vittorio Veneto e sono nate da un’idea della giovane vignaiola con il pallino dell’agricoltura sostenibile e della sperimentazione Sarah Dei Tos, giunta ai filari di vite dopo un laurea in economia alla Bocconi e un master in business management. L’ispirazione è arrivata dall’unione del suo amore per la natura con le pratiche della coltivazione e la tradizione di famiglia (lavorare il legno).  Si chiamano “Lunotte“, contesissime e confortevoli mini suite dove a pernottare per la prima volta, subito dopo l’inaugurazione avvenuta al termine della vendemmia notturna a settembre, sono stati Red Canzian dei Pooh con la moglie Bea e Alfonso Signorini.

“Sia la botte esterna – chiarisce Sarah – che la parte interna: pavimenti, arredi e complementi sono stati realizzati da Itlas interamente in larice. Tranne i comodini che mio padre ha voluto realizzare con il cirmolo, un legno molto profumato il cui aroma persistente assicura all’ambiente, per diversi anni, una piacevole sensazione di benessere”
Tenute a battesimo da un padrino d’eccezione come il presidente del Veneto Luca Zaia, le Lunotte sono state realizzate senza lasciare nulla al caso.
“Questi due primi prototipi di botte destinati all’ospitalità sono arrivate qui poche settimane fa nuove e sigillate; dovevamo decidere dove effettuare le aperture per ingresso e finestre, come sostenere il pavimento, come posizionare l’impianto, termico, idrico, elettrico, i sanitari; non abbiamo lasciato nulla al caso, al fine di garantire agli ospiti la possibilità di soggiornarvi in ogni periodo dell’anno e godere – immersi tra viti e olivi- la strepitosa vista sui colli più vocati alla produzione di Prosecco, già candidati al riconoscimento dell’Unesco come patrimonio dell’umanità.“

Sarah ha idee chiare, talvolta audaci, e rappresenta l’emblema di un fenomeno crescente, soprattutto in Veneto: il ritorno dei giovani all’agricoltura. Un fenomeno del quale si parla a livello internazionale perché spesso non si tratta di ‘figli d’arte’ di origine contadina, ma giovani le cui famiglie provengono da altri ambienti che a fine corso di studi sentono maggior attrazione verso il mondo dell’agricoltura che verso la professione per la quale si sono preparati. Sarah parla perfettamente tre lingue e, forte dei suoi studi, è naturalmente a suo agio davanti a un bilancio “ma non basta, devo sempre affrontare nuove sfide ed è il bello di questo lavoro che porta continuamente stimoli spingendomi a trovare le risorse per esprimere qualità delle quali non ero consapevole”.