Al via la collaborazione tra il college di enologia dell’università cinese e il Consorzio delle bollicine di Treviso

Un patto per portare il Prosecco nell’agenda di formazione e ricerca, ma anche per ridurre l’uso di fitofarmaci. Sono i contenuti dell’accordo inter-universitario stretto tra la facoltà di enologia dell’università di Xi’an e il Consorzio Prosecco Doc. Capoluogo della provincia dello Shaanxi, Xi’an è una moderna metropoli di 8 milioni di abitanti: collocata lungo l’antica via della Seta, da marzo di quest’anno ospita “Casa Prosecco”, un centro informativo in loco che promuove il Prosecco in cinese.

“Sono molto soddisfatto di questa missione densa di risultati”, afferma il presidente Stefano Zanette, appena atterrato di ritorno dalla Cina, dopo la masterclass di tre giorni che ha coinvolto importatori, wine educators, sommelier, operatori del settore ristorazione e hotellerie, giornalisti. Durante il corso intensivo sono stati trattati anche aspetti culturali collegati alla conoscenza e alla promozione del Prosecco, come marchio di qualità e di “life style”.

“Abbiamo incontrato e firmato un protocollo d’intesa con la Preside di Facoltà del College of Enology della Northwest Agriculture & Forestry University di Xi’an. Ci ha manifestato grande entusiasmo e disponibilità per avviare con gli istituti universitari una collaborazione nel campo della ricerca sia economica che tecnica, volta in particolare alla riduzione dell’uso di fitofarmaci. Sono in via di definizione scambi culturali e moduli d’insegnamento per gli studenti di enologia e agricoltura cinesi, dedicati alla storia, alla legislazione e alla degustazione del Prosecco”.

“Il confronto è stato stimolante e serrato – aggiunge il presidente Stefano Zanette. Molte domande dei partecipanti riguardavano le differenze tra Doc e Docg; è emersa la difficoltà di comprendere il rapporto fra le denominazioni. A mio avviso è giunto il momento di creare una cabina di regia, un coordinamento in materia di comunicazione e promozione tra il nostro consorzio, quello della Docg di Conegliano e Valdobbiadene e quello della Docg di Asolo”. Conclude poi Zanette: “Il Prosecco Doc riconosce in questi incontri le condizioni migliori per comunicare l’eccellenza di un prodotto che richiama nell’immaginario dei cinesi il mito di Venezia”.