Bottiglie in vendita in molti negozi Auchan del Nord Italia
Slowfood: “Non ci sono scorciatoie per bere i vini blasonati”

L’etichetta diceva “Amarone della Valpolicella 2008 ‘Argento’, sul cartellino un prezzo davvero stracciato, anche per il “Black Friday”: 8,49 euro. Ma dentro alle bottiglie sequestrate dal Corpo forestale dello Stato c’era semplice vino da tavola.

Oggetto del sequestro diversi bancali di confezioni con il nome “Amarone della Valpolicella”, in vendita nel negozio della catena Auchan a Padova. In concomitanza con le offerte del “venerdì nero”, lo stesso prodotto contraffatto si trovava in vari punti vendita Auchan in Nord Italia ed è stato ritirato dal commercio.

Le bottiglie incriminate avevano vari difetti: erano prive di contrassegno Icqrf e avevano un contrassegno di Stato fasullomancava la data di scadenza e la ditta imbottigliatrice riportata sull’etichetta – Vini Val di Verona, nome che richiama la Vini Valli Verona S.r.l. – è stata segnalata da Auchan come produttore fittizio.

Il prezzo è stato il campanello d’allarme: come riportato da vinialsupermercato.it, che ha pubblicato le foto delle confezioni di Amarone all’Auchan di Mestre, si è trattato di una vendita a metà prezzo al limite del sottocosto, impensabile per un vino di razza come l’Amarone.

Slowfood.it  ha commentato l’accaduto sottolineando come per le merci del settore agricolo non sia mai possibile scendere sotto una certa soglia di prezzo, pena lo sfruttamento dei lavoratori o la contraffazione: “Se non ho almeno 250 mila euro non pretendo di acquistare una Ferrari […] – ha scritto Giancarlo Gariglio -, chissà come mai nel vino e nel cibo cerchiamo la scorciatoia”, e suggerisce di rivolgersi a denominazioni che corrispondano al proprio budget di spesa.

A svolgere le indagini gli sforzi congiunti dei Comandi provinciali di Venezia, Padova, Brescia, Modena, Vicenza, Roma e Taranto, che temono la presenza di una rete criminale di portata nazionale dietro i prodotti falsificati.  Dato che il finto Amarone non è risultato essere pericoloso per la salute, i reati ipotizzati sono contraffazione di sigilli destinati a pubblica certificazione, frode in commercio, commercio di prodotti con segni mendaci aggravato dall’utilizzo di una denominazione di origine protetta.