L’azienda della Valpolicella avvia la Wine Experience nella tenuta di Mendoza, dove avviene l’incontro tra uve venete e argentine

Continua l’impegno di Masi in Argentina, iniziato negli anni Novanta: nella tenuta di Topungato a Mendoza, vicino alla cordigliera delle Ande, all’inizio di dicembre è stato inaugurato Masi Wine Experience, il progetto enoturistico nei luoghi di produzione. Si possono visitare i vigneti, il giardino botanico, la cantina e la barricaia, ma si può anche alloggiare: la struttura ha una foresteria per accogliere gli ospiti.

Impiantando la propria bodega nella Valle de Uco, l’azienda della Valpolicella ha portato dall’Italia i metodi veneti, come la barricaia con fusti veronesi e la tecnica dell’appassimento nel fruttaio – unico esempio in Argentina – dove le uve sono poste ad appassire sulle “arele” o graticci di bambù. Masi ha anche introdotto alcune delle varietà d’uva tipiche del Veneto, Corvina e Pinot Grigio, da cui è partita la sperimentazione grazie alle condizioni ambientali favorevoli della zona, caratterizzata da suoli d’origine vulcanica e scarse precipitazioni.

Lo slogan della tenuta è “natura argentina, stile veneto“e infatti a Topungato i vitigni della tradizione veneta si sposano con le varietà Malbec e Torrontés, le uve tipiche coltivate in Argentina. Dall’incontro nascono tre vini: il Corbec e il Passo Doble, rossi da vitigni Corvina e Malbec, e il Passo Blanco, un vino bianco prodotto con uve Pinot Grigio e Torrontés, tutti valutati negli assaggi guidati da un sommelier Ais pubblicati dal sito I Grandi Vini. L’intera produzione è stata convertita all’agricoltura biologica, certificata dal 2015, e in 11 cerros – collinette – è stata preservata intatta la biodiversità.

Il presidente di Masi, Sandro Boscaini, ha dichiarato al giornale argentino Clarin: “[…] il consumatore non vuole assaggiare lo stesso stile da tutte le parti. Cerca la diversità e noi siamo in grado di creare vini moderni a partire da una cultura antica”. Boscaini ha aggiunto che nel momento in cui l’azienda ha avuto la possibilità di decidere se investire in Cile o in Argentina, la scelta è andata a quest’ultima perché “in Cile il vino è un affare. Fuori dall’Europa, solo in Argentina il vino è parte della storia, della tradizione e della cultura del paese“.

La famiglia Boscaini possiede nel paese latinoamericano 130 ettari di vigneti tra i 900 e i 1000 metri sul livello del mare e, secondo il quotidiano Clarín, l’investimento in Argentina tocca quota 25 milioni di dollari.