La presentazione ufficiale nel capoluogo del Friuli Venezia Giulia Il Consorzio trevigiano: ottima notizia, la concorrenza fa bene

Ha debuttato sul mercato il neonato Prosecco Trieste, le cui prime bottiglie sono state lanciate proprio nel capoluogo giuliano, a breve distanza dal paese che ha dato i natali allo spumante più bevuto nel mondo e che rinfacciava l’appropriazione del nome da parte dei consorzio di tutela Doc.

Dopo i contrasti rinfocolati dalla puntata del programma d’inchiesta Report in onda lo scorso 15 novembre, il presidente del Consorzio, Stefano Zanette, aveva negato davanti alle telecamere di riconoscere le royalties sul nome al paese di Prosecco e aveva invitato i carsolini a entrare nel mercato.

Prendendo alla lettera le parole di Zanette, i produttori del Carso si sono rimboccati le maniche e hanno vendemmiato cento quintali d’uva, creando un nuovo marchio, nato da un’idea di Andrej Bole, Rado Kocjancic e Tanja Zahar. Il potenziale di produzione attuale ammonta a duemila bottiglie, un numero esiguo se paragonato ai 500 milioni di bottiglie di Prosecco vendute nel mondo.

“Ho sempre prodotto l’uva Glera e continuerò a farlo, ma sinora come spumantista non avevo esperienza – ha dichiarato Bole al quotidiano Il Gazzettino -. E’ una sfida personale, voglio dimostrare che non esistono solo i friulani o i veneti per il Prosecco, noi possiamo fare anche meglio”.

Al momento gli attriti tra i produttori del paese di Prosecco e i trevigiani, esacerbati dall’incidente diplomatico tra l’azienda Bottega e l’aeroporto di Ronchi dei Legionari, in provincia di Trieste, sembrano migliorare. “Altro che guerra! Era una notizia che aspettavamo da tempo”, è l’esclamazione di Stefano Zanette riportata da Il Gazzettino; il presidente del Consorzio ha aggiunto che per Natale brinderà con una bottiglia di Prosecco Trieste.

Sul tema della maggior competizione ora che il mercato ha nuovi attori in gioco, il Consorzio è tranquillo: “La concorrenza è leale e corretta, servirà a innalzare l’interesse e la qualità del prodotto”, ha dichiarato Zanette a La tribuna di Treviso, con la certezza che “2 mila bottiglie l’anno in più non cambieranno le leggi di mercato”.