Sette milioni di bottiglie in più rispetto al 2015, la Gran Bretagna secondo mercato estero dopo la Germania

Sono 90 milioni le bottiglie di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg vendute durante il 2016 nel mondo. Ad affermarlo è il rapporto realizzato come ogni anno dal centro studi di distretto coordinato dal Cirve dell’Università di Padova e presentato lo scorso venerdì 16 dicembre nella sala conferenze di Villa Brandolini a Pieve di Soligo, in provincia di Treviso.

La particolarità della Docg Conegliano Valdobbiadene è che il suo territorio è rimasto cristallizzato, diversamente a quanto è accaduto per altre denominazioni: nonostante l’area di produzione si limiti ancora agli stessi quindici comuni che furono stabiliti nel 1969, le vendite hanno continuato ad aumentare.

Stando ai dati contenuti nel rapporto, c’è stato un sensibile miglioramento nel volume della produzione nel corso degli ultimi anni: l’annata 2015 si era conclusa con 83,7 milioni di bottiglie prodotte in totale, registrando una crescita del 6% rispetto ai dati raccolti nel 2014, quando le bottiglie in circolazione sono state 79,2 milioni del 2014.

A trainare la crescita costante – praticamente raddoppiata – delle vendite nell’ultimo decennio è stato decisivo il mercato nostrano che dal 2014 è cresciuto del 12% e del 15%, rispettivamente, per volume e valore complessivo.

In materia di esportazioni, invece, la crescita continua stabilmente, rimanendo fissa al 7,5%: i tedeschi si posizionano ancora primi nella graduatoria degli acquirenti esteri; subito dopo però viene la Gran Bretagna, che ha registrato una crescita del +21%, scalzando dal secondo gradino del podio la Svizzera. Il Prosecco cresce anche nel mercato a stelle e strisce, il quarto mondiale in ordine di grandezza, dove la Docg aumenta le vendite di 7,9 punti percentuali e, parallelamente, arriva a guadagnarne 9,3 in valore.

All’evento sono intervenuti Innocente Nardi, Presidente del Consorzio di Tutela e Vasco Boatto dell’Università degli Studi di Padova, responsabile del Centro Studi di Distretto; presente anche il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella.