I numeri Coldiretti e Wine Monitor: record export in Francia con +72%, 230 milioni le bottiglie aperte all’estero, 1,2 miliardi in valore

Coldiretti grida al record: per questo Capodanno i brindisi con bollicine Made in Italy in terra francese sono cresciuti del 72%. E il boom dello spumante italiano in Francia non è l’unico primato, visto che secondo le stime sarebbero 230 milioni le bottiglie di spumante nostrano stappate al di fuori dei confini italiani in occasione dell’anno nuovo, che in punti percentuali si tradurrebbero in una crescita del 21%. Numeri al massimo storico, che fanno impallidire il mercato italiano, modesto al confronto, con 60 milioni di spumanti italiani bevuti, un 9% in più rispetto a quelli stappati l’anno precedente.

Il boom dello spumante italiano trova conferma nelle stime di Wine Monitor-Nomisma, che fissa a quota 1,2 miliardi di euro la chiusura del 2016 in materia di esportazioni. Nonostante la crescita in valore delle bollicine italiane sia del 25%, restano lontane le cifre messe a segno dalla Francia, il cui export registra 2,7 miliardi di euro, un punto percentuale in meno rispetto al 2015; le esportazioni della Spagna subiscono invece una flessione del 3%.

“In alcuni tra i principali mercati mondiali, gli spumanti italiani mettono a segno crescite nell’export a fronte di cali dei principali concorrenti”, ha spiegato all’agenzia Ansa Denis Pantini, responsabile Wine Monitor di Nomisma. Non solo cresciamo più dei francesi nell’export, ma sono gli stessi cugini d’oltralpe ad aumentare gli acquisti dei nostri spumanti.

“Tra il 2010 e il 2015” – spiega Pantini – “l’export degli spumanti Dop italiani verso la Francia, Asti escluso, è praticamente decuplicato, passando da meno di 4 mila a quasi 46 mila ettolitri, per un controvalore superiore ai 15 milioni di euro”.

Cresce la sete di spumanti Made in Italy anche nei due principali mercati di sbocco, Gran Bretagna e Stati Uniti: nel primo la domanda è salita di 30 punti percentuali, mentre nel secondo l’incremento si attesta sul 22%.

A trainare i consumi da primato è l’esplosione del Prosecco, che sta vivendo in questi anni la sua stagione d’oro; invece, il più blasonato e caro Champagne rimane stabile.