Confcooperative stima +17,7% per il vino rosso e +16.9% per il frizzante, Cina e Usa saranno in testa ai mercati in espansione

Nei prossimi anni il vino continuerà ad essere un settore in forte espansione. Lo afferma il Centro studi e ufficio internazionalizzazione di Confcooperative in uno studio svolto sul mercato mondiale e basato sui dati elaborati da Euromonitor. Il dossier, come riportato dall’agenzia Ansa, prende in considerazione il quinquennio compreso tra 2015 e 2020 e valuta il possibile andamento di vini rossi, bianchi, rosé e frizzanti: le stime sono positive per tutti, con i rossi in testa per incremento delle quantità vendute nel mondo (+17,7%), seguiti dai frizzanti (+15,4%), dai bianchi (+11,2%) e dai rosé (+9,3%).

In termini di valore, la palma passa alle bollicine (+16,9), che distaccano i bianchi (+11,8%) e i rosé (+10, 9%) in seconda e terza posizione; la crescita del 10,4% dei rossi li relega in questo caso a fanalino di coda.

Nello studio spiccano i volumi di vendita del mercato a stelle e strisce, dove le previsioni stimano una crescita del 24,6%, più del doppio di quella attesa per il segmento dei vini bianchi (9,9%) e dei rossi (7,1%).

Ma i dati analizzati da Euromonitor rivelano che il paese su cui scommettere nei prossimi tre anni sarà la Cina: il colosso asiatico sarà protagonista, secondo il report, di una crescita nelle vendite di vino rosso pari all’82,4% in termini di volume e quasi del 60% in valore; i dati fanno presagire un aumento parallelo in volume sia per i vini bianchi che per i rosé, in entrambi i casi stimato in 32,4 punti percentuali.

Il vice presidente delle cooperative agroalimentari di Confcooperative, Carlo Dal Monte, ha commentato all’Ansa: “Le cooperative vitivinicole hanno intensificato negli ultimi anni la loro spinta sull’export, aumentando la loro presenza sui mercati internazionali, facendo leva su fattori chiavi quali i volumi produttivi, le dimensioni aziendali e un know how strutturato che spesso le piccole aziende non possono vantare. Dalle stime che vedono in crescita nei prossimi anni le vendite mondiali di vino una buona opportunità per le nostre imprese, che potranno capitalizzare al meglio la produzione vitivinicola nazionale, che ha mantenuto la leadership per il secondo anno consecutivo”.