Il Politecnico di Milano nel programma di robotica che mira ad aumentare resa e profitti delle vigne, riducendo i fitofarmaci

Vignaioli robot? Uno scenario meno fantascientifico di quanto si possa credere. Sono proprio macchine a guida autonoma l’obiettivo del progetto internazionale “Grape” – “uva”, in inglese – un acronimo per Ground Robot for Vineyard Monitoring and Protection, cioè “robot di terra per il monitoraggio e la protezione della vigna”, come si legge sul sito Oggi Treviso.

Il programma di sviluppo, che coinvolge il Politecnico di Milano, vuole creare robot in grado di sfidare l’abilità dei vignaioli umani. Lo scopo è migliorare la resa dei raccolti e i profitti, oltre a diminuire l’uso di fitofarmaci, e per raggiungerlo i ricercatori puntano a rendere disponibili le tecnologie necessarie a un’agricoltura “di precisione”.

Infatti, il progetto “Grape”, spiegano gli esperti del Politecnico, “vuole migliorare l’attuale stato dell’arte in ricerca e tecnologia che è dimostrato non essere ancora maturo per dare origine ad un prodotto commerciale in grado di competere con operatori agricoli esperti”. Il risultato sarà un particolare ‘rover’ autonomo, capace di monitorare vigne e appezzamenti agricoli in modo estremamente efficiente.

Secondo gli esperti del Politecnico, grazie all’introduzione di capacità di rilevamento avanzate, diventerà possibile controllare le coltivazioni in tutti i loro aspetti e individuare i problemi prima che si diffondano e raggiungano uno stadio avanzato. L’efficienza dei robot agricoli permetterà che i prodotti chimici, come pesticidi e funghicidi, possano essere applicati con più precisione, con il risultato di aumentarne l’efficacia e di ridurre dosi e frequenza delle loro somministrazioni.

“Grape” è uno degli esperimenti finanziati dal progetto FP7 Echord++ in collaborazione con Eurecat – Fundació privada alira, l’ente coordinatore, e Vitirover Sas. Complessivamente il progetto dei vignaioli robot riceverà un finanziamento pari a 300 mila euro, di cui 140 mila euro andranno al Politecnico di Milano.

Non si tratta della prima sperimentazione in questo senso: nel 2012 aveva debuttato il robot vignaiolo Wall-Ye V.i.n., inventato dal francese Christophe Millot. Come riportato dal Daily Mail, con quattro ruote, due bracci e sei telecamere il macchinario era in grado di muoversi nelle vigne e potare fino a 600 viti in una giornata, guidato da un localizzatore gps.

Ecco il video di Wall-Ye all’opera: