Il rapporto del Ministero sul 2016: 350 le imitazioni delle bollicine venete, secondo il Parmigiano con 183 casi di frode

La celebrità ha un prezzo, anche per i vini. Il Prosecco, re delle esportazioni vinicole italiane, ha conquistato un altro primato: quello di prodotto italiano più contraffatto, almeno stando ai casi individuati dall’Ispettorato centrale repressione frodi del Ministero delle Politiche agricole (Icqrf).

Alla fine del mese scorso, infatti, il Ministero ha pubblicato il rapporto 2016 sull’attività di contrasto alle imitazioni delle eccellenze agroalimentari made in Italy, e i numeri indicano chiaramente che il preferito dai falsari è il Prosecco: 35o volte il reparto antifrode è dovuto intervenire, sul web e all’estero, per casi uso improprio del nome dello spumante trevigiano. Le indagini, svolte in 12 paesi europei, hanno riguardato Germania, Paesi Bassi, Regno Unito, Austria, Repubblica Ceca, Polonia, Romania, Belgio, Irlanda, Portogallo, Grecia e Danimarca. Il contesto è quello della lotta al Prosecco venduto alla spina o in lattine, come nel caso del Prosecco Van che aveva le spine installate nel cassone.

Sono poi stati 15o i casi in cui il nucleo antifrode è intervenuto per siti che evocavano il nome di più vini italiani contemporaneamente, tutti localizzati in Regno Unito e Irlanda.

In 90 interventi il Prosecco fasullo si trovava in vendita sulle grandi piattaforme del commercio via Internet –  come E-bay, Amazon, Alibaba – con cui sono stati siglati accordi di cooperazione per facilitare le indagini e riuscire a bloccare tempestivamente i falsi.

Il secondo prodotto italiano più imitato è invece il Parmigiano Reggiano, che nell’ultimo anno ha raccolto 183 tentativi di imitazione, tutti rigorosamente echeggianti il nome dell’originale o parole italianeggianti: si va dall’generico “Parmesan” al “Parmazano” pensato forse per andare incontro alla pronuncia inglese, dal vezzeggiativo “Parmi”, fino al creativo “Prosociano”. Il Parmigiano però supera il prosecco per numero di frodi su Internet, dove la maggioranza delle sue versioni contraffatte veniva venduta: sul web ammonta a 130 il numero di Parmigiano falsi bloccati dal nucleo antifrode nel 2016.