Sequestrata l’azienda di Desmontà di Veronella, ignota l’origine delle 1000 bottiglie in vendita per il “Black Friday”

Un nuovo capitolo nelle indagini sulle 1000 le bottiglie di Amarone falso sequestrate dalla Procura di Verona lo scorso novembre: l’inchiesta, condotta dal Corpo Forestale e poi dai Carabinieri, è ancora in corso, ma ha messo nei guai un’azienda in provincia di Verona.

A trovarsi sotto sequestro è la Bixio sas con sede a Desmontà di Veronella, per cui sono stati ipotizzati i reati di contraffazione del sigillo di Stato, frode in commerico e vendita di prodotti industriali con segni mendaci; peggiora la posizione dell’impresa il coinvolgimento di un marchio Dop. Stando a quanto riportato dal Corriere del Veneto, il legale rappresentante dell’azienda ha chiesto la revoca del provvedimento, che il Tribunale del Riesame di Verona ha respinto lo scorso venerdì.

Il palato di alcuni clienti del supermercato Auchan, dove le bottiglie erano in vendita a circa 8 euro ciascuna in occasione del “Black Friday”, avrebbe innescato i sospetti: dopo aver assaggiato il vino si sarebbero accorti che il presunto “Amarone Argento 2008” – questo il nome sulle etichette – era adulterato. Il Corpo Forestale aveva allora iniziato ad indagare arrivando a rintracciare lo stesso Amarone contraffatto sugli scaffali di negozi di altre province venete, come Venezia, Padova e Vicenza, ma anche di altre regioni, da Brescia a Modena, fino a Roma e Taranto.

Grave il danno di immagine per i produttori della Valpolicella, soprattutto per alcuni: le fascette contraffatte richiamavano quelle della Vini Scic, un’azienda non operativa dal 2011″, controllata dalla Bixio Poderi di Veronella; sulle etichette del falso Amarone veniva indicato l’imbottigliatore “Vini Val di Verona”, un nome inesistente ma molto simile a quello della Vini Valli Verona Srl, sotto il controllo della cantina di Negrar.

Rimane ancora oscura l’origine del vino fasullo: da subito il Comando provinciale di Verona aveva avviato “una vasta operazione di intelligence” per contrastare una “rete criminale estesa sul tutto territorio nazionale”. Guido Giacometti, direttore della Società italiana per la qualità e la rintracciabilità degli alimenti, aveva sottolineato al sito vinialsupermercato.it che “si tratta di indagini complesse, perché chi ha architettato il tutto è stato bravo“.