Valdobbiadene, gli studenti dell’Istituto Diesse preparano il cracker pensato assieme ai produttori delle bollicine

C’è l’unione tra studenti e aziende del territorio dietro l’idea presentata dalla Scuola di Ristorazione Dieffe di Valdobbiadene, in provincia di Treviso: come spiega nel suo blog Barbara Ganz, il “Pan da Vin” è un cracker pensato – e brevettato – per accompagnare la degustazione del Prosecco, che in quest’area è di casa.

Sono piccole forme tonde di pane speciale, fatto con farina e olio d’oliva di produttori locali, senza lievito e conservanti, a cui hanno lavorato le classi dalla prima alla terza dell’istituto, sulla base della ricetta concordata con le cantine dell’area che per prime hanno creduto nel progetto: Adami, Col Vettoraz, Val d’Oca, Fasol e Menin, Gemin, che si sono prese l’impegno di acquistare la produzione dell’intero anno.

Alcuni allievi dell’Istituto in una foto di gruppo (fonte: Facebook)

Un prodotto “Made in Veneto al 100%”, come sottolinea un post pubblicato sulla pagina Facebook dell’istituto professionale, ma di un Veneto variegato: due quinti dei ragazzi iscritti alla scuola sono di origine straniera. L’idea si è meritata la lode del governatore della Regione, Luca Zaia, presente al lancio avvenuto domenica 12 marzo all’Antica Fiera di San Gregorio di Valdobbiadene.

Innovativa la didattica, che punta a valorizzare le abilità dei ragazzi, spesso in difficoltà dopo un percorso accidentato nella scuola dell’obbligo: “Il nostro messaggio è: non sarai un genio della matematica o della fisica, ma puoi fare cose buone, creare un prodotto, venderlo a un cliente che te ne chiederà ancora. Mica poco”, sono le parole del preside, Alberto Raffaelli.

Gli allievi al lavoro per preparare il “Pan da Vin” (fonte: Facebook)

L’Istituto professionale Dieffe ha quattro sedi in Veneto ed è stato una delle prime realtà ad alternare scuola e lavoro, attraverso il “Sistema duale” che affianca il lavoro in un’azienda alle lezioni in aula. La peculiarità del progetto “Pan da Vin” è che permette agli studenti di mettersi alla prova con un cliente reale con esigenze precise.

Non è prevista la vendita diretta dei nuovi cracker da degustazione, perché la domanda sta già superando la capacità produttiva dell’Istituto, che intanto progetta di mettere in piedi un laboratorio e di raggiungere i clienti via Internet.