Guidare i consumatori e sostenere i piccoli produttori tradizionali sono gli obiettivi del “Progetto Olio”

La notizia risale a pochi giorni fa: il movimento Slow Food ha lanciato il “Progetto Olio” per sostenere i piccoli produttori italiani che coltivano ulivi di varietà autoctone secondo tecniche tradizionali. Si tratta di una guida online gratuita dedicata all’olio extravergine d’oliva, per aiutare i consumatori a orientarsi verso prodotti che seguano la filosofia del “buono, pulito e giusto”.

In particolare, come recita l’annuncio dell’iniziativa sul sito del movimento, il “Progetto Olio” vuole valorizzare gli sforzi dei produttori locali che coltivano 500 cultivar locali negli oliveti italiani. Le piccole aziende sono “un modello di produzione virtuoso” – secondo la filosofia di Slow Food – che assicura tutela del paesaggio e dell’ambiente e garantisce produzioni di pregio qualitativo non riproducibili nelle dimensioni industriali”. Insomma, l’idea alla base è che qualità e quantità non possano sempre andare di pari passo.

I dettagli sono affidati all’etichetta “Olio extravergine italiano Presidio Slow Food” che segnala al consumatore il tipo di processo di produzione, regolato da criteri stringenti, ma serve anche a tracciare il prodotto: i produttori che aderiscono devono riportare la varietà di piante, l’annata agraria e il frantoio utilizzato, che deve essere a ciclo continuo.

L’olio del Presidio viene ottenuto da piante secolari per almeno l’80%; divieto assoluto di raccolta da terra, con reti permanenti o con prodotti che facilitano la caduta dei frutti. Ovviamente, non è ammesso alcun tipo di fertilizzante sintetico o di diserbante chimico: non ci devono essere residui nel prodotto.

Il Progetto serve a mettere in collegamento tutte le azioni svolte finora da Slow Food e quelle future in materia di olio d’oliva: tra le tante, spiccano il manuale “Il mondo dell’olio”, per districarsi tra etichette e indicazioni geografiche, e la Guida agli Extravergini, che raccoglie le eccellenze della produzione italiana secondo gli assaggiatori Slow Food.