Alla scoperta delle micro cantine per la startup Wineowine, viaggi e assaggi tra i compiti degli “osservatori”

Quasi non pare vero: ricevere uno stipendio per girare l’Italia, di cantina in cantina, e assaggiare le perle nascoste della nostra produzione vinicola, quelle realtà piccole, poco conosciute, ma dalla qualità sopraffina.

Il cacciatore di vini non è un hobby compensato da qualche rimborso spese, ma un lavoro serio: come riporta l’agenzia Agi, la caccia alle cantine dell’eccellenza va fatta per conto della startup Wineowine, nata nel 2014 a Roma, che cerca “osservatori del vino” per mappare le cantine eccellenti dello Stivale. Si tratterebbe di fare scouting e adocchiare le realtà meno note, un po’ come fece Mario Soldati: lo scrittore percorse l’Italia in lungo in largo, andando “alla ricerca dei vini genuini”, legati più alla terra che all’industria, e raccolse tre viaggi nel suo libro “Vino al vino” del 1977.

L’obiettivo dell’azienda, incubata al Luiss Edilab e inclusa nel progetto di innovazione Pi Campus a Roma, è diverso da quello narrativo di Soldati: aumentare esponenzialmente le capacità delle piccole imprese di raggiungere i clienti e, quindi, accrescere il loro potenziale mercato. “In questi 3 anni dal lancio di Wineowine ci siamo accorti che molti produttori sono concentrati solo sul prodotto e dedicano tutto per creare dei grandi vini – spiega ad Agi Federico De Cerchio, 29 anni, uno dei fondatori di Wineowine assieme al 32enne Eros Durante – poi però non hanno le risorse e le competenze per commercializzarli e farli arrivare al consumatore finale. Così spesso tante eccellenze rimangono invendute in cantina e gli appassionati perdono l’opportunità di assaggiare dei vini meravigliosi”.

Ma quale profilo cerca la startup per svolgere il lavoro di cacciatore di vini? Sotto l’aspetto delle competenze, ci vuole un professionista dell’assaggio, in possesso di un titolo di sommelier oppure che dimostri una sufficiente esperienza di degustazione. Dato che di fatto ci si occupa di internazionalizzazione e di creazione di accorid per la vendita online, vengono anche richieste 5 anni di esperienza nel commerciale, inglese ottimo e la disponibilità a viaggiare per 250 giorni l’anno, in tutte le regioni d’Italia. Qui si può leggere l’annuncio.

Chissà se lo stesso Mario Soldati, che si definiva un “inesperto amatore”, sarebbe stato selezionato.