La diatriba sulla preparazione della pasta carbonara coinvolge da sempre gli amanti del cibo di tutto il mondo. C’è chi ama seguire la ricetta tradizionale, chi ama l’innovazione e c’è chi invece ama mischiare un po’ di ingredienti a casaccio. Per celebrare questo piatto e per chiarire un po’ le idee sulla vera ricetta, l’International Pasta Organization e l’Associazione delle industrie del dolce e della pasta italiane hanno istituito il #CarbonaraDay per il 6 aprile. Per partecipare al dibattito basterà utilizzare l’hashtag #carbonaraday tra le 12 e le 14 e tra le 17 e le 19.

Secondo i puristi la vera ricetta prevede guanciale, pecorino, uovo, sale e pepe e naturalmente gli spaghetti (che possono essere sostituiti dai rigatoni). I più fantasiosi invece sono convinti che non possano esserci limiti a questa ricetta e che quindi meriti di essere rivista. Ma qual è l’origine della carbonara?

Secondo una prima ipotesi, questo piatto sarebbe stato inventato da Ancel Keys, biologico statunitense. Lo studioso l’avrebbe ideata per i soldati americani e l’avrebbe denominata ‘Razione K’: il piatto, un vero e proprio concentrato di carboidrati, era composto da bacon, tuorlo d’uovo e spaghetti.

C’è chi invece sostiene che la carbonara sia stata inventata dai carbonai appennici, che la preparavano usando ingredienti facili da trovare e conservare. Secondo un’altra tesi, il piatto avrebbe un’origine napoletana e lo confermano alcune ricette presenti in un trattato del 1837 scritto da Ippolito Cavalcanti.

Un recente sondaggio Doxa-Aidepi conferma che la carbonara è la tra le tre ricette più amate dai 15-35enni e soprattutto dagli uomini (il 18%). “Carbonara” è anche uno dei termini più presenti su Google food trends e il più cliccato negli Stati Uniti dopo il ragù alla bolognese.