Il frutto della vite è l’ingrediente primario di un erbicida sperimentale ideato da un’azienda veronese

La soluzione alla battaglia del Glifosate potrebbe arrivare da una fronte inaspettato: un’azienda veneta ha ideato un diserbante naturale per mettere fine alla pratica del diserbo chimico. Si tratta di un erbicida prodotto utilizzando uva. Sì, uva fermentata.

Come ha reso noto un articolo pubblicato dal Gazzettino, l’innovativo diserbante biologico viene creato a partire da uno specifico tipo di fermentazione delle uve: dal composto fermentato si estraggono poi le sostanze come gli acidi acetici che elimineranno le erbe, lasciando intatto il suolo e senza rilasciare nell’ambiente alcuna sostanza dannosa.

Dietro il nuovo diserbante naturale c’è il lavoro della Special Agri di Roveredo di Guà, in provincia di Verona, che si occupa di  biotecnologie per i settori agricolo e zootecnico. Una prima sperimentazione del prodotto dovrebbe avvenire in Veneto, nella zona del Prosecco Docg, seguita da una successiva fase di test sul Collio, in Friuli Venezia Giulia.

Se le prove del diserbante sostenibile dovessero avere successo, si aprirebbe un nuovo capitolo nella lotta al Glifosate – il cui presunto potere cancerogeno viene riconosciuto, attenuato o negato a seconda dell’ente che analizza i dati: il Consorzio di Tutela Prosecco Doc che ha deciso di vietare il discusso fitofarmaco; nella stessa direzione va il disciplinare 2017 promosso per i Docg in cui si sconsiglia l’uso di diserbanti chimici e si suggeriscono misure alternative.

Dove non si può intervenire con il diserbo meccanico, già esistevano alcuni sistemi per diserbare in modo alternativo, come piro diserbo, acido pelargonico, prodotti a base di aceto o diserbo a vapore.

Nella stessa direzione va la sperimentazione di “Edizero Architecture for Peace”: risale a poche settimane fa la notizia che il gruppo di ricercatori italiani ha messo a punto un diserbante “verde” a base di scarti di olio d’oliva, lana di pecora, eccedenze delle lavorazioni vitivinicole e residui della pulizia delle arnie.