Veneto, addio a 10mila posti di lavoro nei vigneti secondo Coldiretti, torna lo spettro del lavoro sommerso

Meno posti di lavoro e maggior rischio di “nero”. Sono le possibili conseguenze dell’abolizione dei voucher sul lavoro che sarà impiegato per la prossima vendemmia, secondo Coldiretti. Stando a uno studio presentato il 10 aprile al Vinitaly appena concluso, ammontano a 10 mila i posti di lavoro che spariranno, soprattutto studenti e pensionati che con il lavoro in vigna integravano altre fonti di reddito.

Si rischia anche un’aumento del lavoro sommerso: “L’intero percorso di emersione intrapreso dal 2008 ad oggi rischia, in assenza di interventi adeguati, di andare perduto”, ha commentato il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo in riferimento ai rischi dell’eliminazione dei voucher che, dopo essere stati aboliti circa un mese fa dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati, finiranno definitivamente fuori corso il 31 dicembre di quest’anno, alla fine del periodo di transizione previsto.

“I buoni lavoro erano una soluzione semplice e fruibile evitando la burocrazia prevista per molte forme contrattuali, attraverso i quali veniva regolarizzato il lavoro”, hanno sottolineato il presidente di Coldiretti Vicenza, Martino Cerantola, e il direttore Roberto Palu.

Al debutto, nel 2008, i buoni lavoro avevano avuto un successo enorme: ne erano stati venduti 535mila in tutta Italia con un totale di 27.400 lavoratori nelle vigne durante l’anno. La diffusione dei voucher era poi cresciuta negli anni, raggiungendo una quota stabile a partire dal 2011 e raddoppiando il numero di buoni per ogni vendemmiatore. Durante lo svolgimento dell’ultima vendemmia, il Veneto aveva toccato quota 400mila buoni venduti, un terzo rispetto al numero nazionale (1,3 milioni), rimasto invariato negli ultimi 5 anni.

Le province di Treviso e Verona detenevano il record di voucher venduti nel 2016, rispettivamente, con 237mila e 227mila. L’utilità dei voucher nella lotta al lavoro in nero sarebbe stata dimostrata dall’aumento delle ore lavorate nell’ultima parte del 2016: rispetto allo stesso periodo del 2015, le ore lavorate erano salite dell’1,6%.