Danni fino al 50% a Valdobbiadene, fuochi per tenere le piante al caldo sul Collio. Venerdì è prevista un’altra gelata

Secondo quanto riporta il sito Oggi Treviso, il consigliere di Confagricoltura Treviso, Franco Adami, ha stimato i danni ai vigneti di Glera per le gelate degli scorsi giorni tra il 30 e il 50% nella zona di Valdobbiadene, tra Colbertaldo, Vidor, Mosnigo di Moriago della Battaglia, Sernaglia della Battaglia, Segusino, Cimadolmo e Motta.

Dopo l’abbassamento improvviso della temperatura avvenuto negli ultimi giorni, già si pensa a come far fronte a nuove gelate: le previsioni fanno rimanere in guardia gli agricoltori, visto che venerdì si attende un’altro picco di freddo.

Secondo Adami “il vero danno lo vedremo tra domani e venerdì, anche perché è attesa un’altra notte di gelo”: il consigliere ha verificato gli effetti del freddo sulle viti, constatando come i danni siano distribuiti in maniera non uniforme, ma interessino soprattutto in vigneti che si trovano alle pendici delle colline. In alcuni casi il freddo ha messo in difficoltà germogli e foglie da poco spuntati, seccandoli. “Vedremo nei prossimi giorni se una parte di germoglio si è salvata o se invece è andato perduto tutto, compromettendo la stagione. Anche anni fa avevamo temuto il peggio e invece, poi, ci eravamo salvati”, ha aggiunto Adami.

Le temperature sono scese sotto lo zero anche fuori dal Veneto con gli stessi effetti: in Friuli il termometro ha toccato la scorsa notte quota -1/-2 gradi, nell’orario compreso tra le 4 e le 6. “Un evento così straordinario non si vedeva da oltre 40 anni”, ha detto al Gazzettino Giovanni Foffani, presidente di Confagricoltura Udine e viticoltore a Clauiano di Trivignano Udinese. “Tra le varietà più colpite ci sono, sicuramente, quelle precoci: Glera (Prosecco), Pinot grigio e Refosco – ha spiegato Foffani – Purtroppo, pare che la gelata abbia interessato tutta l’area settentrionale della Penisola, con danni molto rilevanti in tante aree vitivinicole di pregio».

Per far fronte al clima divenuto improvvisamente rigido, la famiglia e il personale della tenuta di Venica & Venica, sul Collio, nel Goriziano, hanno acceso dei fuochi tra le vigne (in alto, la suggestiva foto pubblicata sulla pagina Facebook dell’azienda): alle 5 del mattino hanno collocato tra i filari dei secchi di metallo, che hanno funzionato da bracieri per riscaldare le piante di vite.