Prosecco a Cinto e Merlot sui Berici tra i più colpiti, 3 mila ettari di vigne gelate tra Collio e zone vicine. Coldiretti: “Persi 14 miliardi in 10 anni per il clima”

I danni del gelo nel Nordest non hanno tardato a rivelarsi molto seri per le coltivazioni. Dopo il recente abbassamento della temperatura – tanto che alcuni viticoltori hanno scaldato le vigne accendendo fuochi tra i filari – è tempo di bilanci: secondo quanto ha riportato il Gazzettino, la sorte peggiore per le basse temperature – cioè i germogli bruciati dal freddo- non è toccata soltanto all’uva Glera, ma ha accomunato tutti i vitigni di vini bianchi e precoci. Danni pesanti nella zona della denominazione Lison Pramaggiore: nel Pordenonese i viticoltori lamentano la perdita dell’intero raccolto di prosecco, a San Vito il danno tocca il 130%, poiché coinvolge il raccolto attuale e quello dell’anno prossimo; a Cinto Caomaggiore si parla di una perdita attorno al 70% della produzione di Prosecco.

Ugualmente negativo il bilancio dei danni del gelo per i Colli Berici: una nota di Coldiretti precisa che tra i conti più salati c’è quello “del Veneto con 70-80% di perdita del raccolto di Merlot, Cabernet, con devastazioni delle viti di Pinot grigio e bianco, Prosecco e Chardonnay a Vicenza e prevedibili cali di produzione di Glera, Moscato giallo e Raboso sui Colli Euganei”. Per il presidente di Coldiretti Vicenza, Claudio Zambon, la situazione è seria:«In piena fase vegetativa le foglie sembrano ora bruciate». Anche nella zona di Lonigo la prospettiva è la stessa.

Danni rilevanti nel vicino Friuli Venezia Giulia: il Messaggero Veneto segnala 3 mila ettari di vigne gelate per il freddo dell’ultima settimana, distribuite tra la Bassa friulana e le zone di Codroipo e fondovalle del Collio e dei Colli Orientali. Per le varietà Chardonnay, Pinot grigio, Prosecco e Refosco la perdita è almeno del 60% con punte del 100%.

La nota di Coldiretti definisce la situazione “una evidente anomalia che conferma i cambiamenti climatici in atto che in Italia si manifestano con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi anche con il rapido passaggio dalla siccità all’alluvione, precipitazioni brevi e violente accompagnate anche da grandine con pesanti effetti sull’agricoltura italiana che negli ultimi dieci anni ha subito danni per 14 miliardi di euro a causa delle bizzarrie del tempo”.