Il Comune approva all’unanimità il divieto di usarli, è il quinto dopo Calalzo, Pedavena, Feltre e Belluno

Una lista nera di fitofamarci che mettono a rischio sia la salute dell’uomo che l’integrità dell’ambiente e che, per questo motivo, sono vietati. E’ la prima novità ad apparire nel regolamento per l’uso di prodotti fitosanitari (la versione abbreviata si trova qui) approvato all’unanimità poco più di un mese fa dall’amministrazione comunale di Ponte nelle Alpi, nel Bellunese (in alto, foto di Wurth), con l’obiettivo di “tutelare la salute dei cittadini e l’ambiente dai danni derivanti dall’uso di prodotti fitosanitari di sintesi”. Come riportato dal sito di Slow Food, all’ indice sono finite le sostanze – e loro combinazioni – descritte da 19 indicazioni di pericolo contenute in etichetta: si va dal “Provoca danni agli organi” di H370 e H372, a quelle di possibili effetti negativi, come “Può provocare il cancro” di H350, o “Può provocare alterazioni genetiche”, relativo alla classificazione H340. Qui l’elenco completo delle indicazioni delle sostanze oggetto del divieto.

L’applicazione del principio di precauzione, alla base dello stop ai fitofarmaci, nasce da una serie di incontri pubblici promossi dal movimento Terra Bellunese e dal coordinamento provinciale Liberi dai veleni, in collaborazione con Associazione dei Medici per l’Ambiente.

Come ha sottolineato l’articolo di Slow Food, il comune in provincia di Belluno è il quinto in Veneto – gli altri, sempre nel Bellunese, sono Calalzo, Pedavena, Feltre e Belluno – ad aver imposto lo stop ai fitofarmaci, introducendo divieti per l’uso di sostanze fitosanitarie basandosi sulla loro possibile nocività; prima era stata la volta del Comune di Castelnuovo Magra, e dei provvedimenti di Toscana e della Calabria avevano rimosso il Glifosato dai disciplinari di produzione, ed escluso dal piano di sviluppo rurale le aziende che ne facevano uso.

Ora si prepara un evento per riunire le associazioni e i gruppi della zona in una “Marcia stop pesticidi“, che partirà da Cison di Valmarino il 28 maggio e arriverà a Follina, in provincia di Treviso. L’evento, organizzato da “Campagna Liberi dai veleni“, punta alla sensibilizzazione dei cittadini sul tema della salute legata alle pratiche agricole: il luogo della manifestazione è stato scelto perché – si legge in un comunicato – il “cuore delle terre simbolo del business delle bollicine che è divenuto ormai l’emblema di un modello produttivo arrogante, distruttivo e fondato unicamente su quantità, reddito e immagine”.